A pranzo con Alessandro Preziosi

Settembre 21, 2008 at 2:38 pm (Personaggi famosi)

A casa mia, ora di pranzo: saluta gentilmente e si proietta direttamente verso il grande balcone vista mare che, inevitabilmente, attira tutti coloro che ci vengono a trovare.

Rimane lì silenzioso, attonito, a scrutare l’orizzonte; ma oggi, 25 Aprile 2007, c’è un po’ di foschia e questo lo porta a chiederci: “Ma è veramente il mare?“.

Affermiamo che si, è il mare e che verso destra si può vedere anche il Caos, anche se non più identificato dal famoso pino solitario, annientato qualche anno fa da un tornado.

Adesso si è rilassato, si mette allegramente a chiacchierare: mi racconta di avere un figlio di undici anni che frequenta la prima media, proprio come me, di riuscire a seguirlo abbastanza, nonostante gli impegni cinematografici e le tournèe teatrali e che almeno ogni quindici giorni va a trovarlo a Salerno dove vive.

Ci conferma che la vita dell’attore è stancante, non sai mai dove mangi, dove dormi, chi frequenti; gli ultimi spostamenti in macchina gli hanno tormentato la schiena, già molto provata dagli incredibili movimenti che continuamente caratterizzano il suo personaggio di Cristoforo Colombo, nel Musical “Datemi tre caravelle!”, che porta in scena da due anni, dopo avere debuttato al Teatro Greco di Taormina dove ero presente, tanto da aver avuto modo di conoscere anche Vittoria Puccini, sua attuale compagna.

E così posso fare una comparazione, su cui Alessandro concorda in pieno, fra la magica atmosfera di quella notte piena di stelle, baciata da una luna romantica, accarezzata dalle musiche suonate dall’orchestra, magnificata da una scenografia enorme, e la rappresentazione al chiuso del teatro Pirandello, più intimista, esaltata da una recitazione ancora più consapevole e da voci interessanti che cantano dal vivo, valorizzata da una sceneggiatura profonda e puntuale che fa risaltare il tormento interiore del protagonista.

Spettacolo di grandi soddisfazioni come quelle che ha già avuto grazie al film “La masseria delle allodole” dei fratelli Taviani, che è stato proiettato al festival di Berlino.

 Si aspetta ancora tanto di più, però, dal film in uscita “I Vicerè” di Roberto Faenza, tratto dal romanzo di Federico De Roberto, che ha girato in Sicilia un anno fa.

Riconosce di aver avuto grande fama con “Elisa di Rivombrosa”, ma che ciò gli ha dato la possibilità di potersi interessare dei bambini ammalati negli ospedali, che spesso va a visitare come testimonial di un’associazione alla quale devolve i ricavati della vendita dei CD del suo musical.

 Il pranzo volge al termine e alla domanda: “quali autori preferisci?” risponde: “Pessoa, con le sue contraddizioni e le sue molteplici personalità” e ancora: “Le emozioni, le sensazioni delle prime esperienze, resistono agli anni?”, “Sicuramente. Ancora penso a quando, dopo la laurea, decisi di fare l’attore e andai a vivere a Milano, frequentando una scuola specifica con tanta passione. Ma i primi tempi sono stati abbastanza duri, non è facile far conoscere il proprio talento, ma mai desistere!”.

 Si avvicina l’ora della pomeridiana a teatro, occorre riposarsi un po’, e dopo avermi lasciato una dedica sul volume dei “Vicerè”, ci saluta affettuosamente dicendo: “Domani non ci vedremo, perché devo studiare.” Anche lui!?

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Una giornata con Michele Placido

Giugno 27, 2008 at 3:17 pm (Personaggi famosi)

Con Michele Placido

Con Michele Placido

Le sue foto sono dappertutto in casa mia; io lo conosco da quando sono nata perché è il mio padrino di battesimo, ma la mia famiglia da almeno 25 anni. Non si sottrae mai dal partecipare ai nostri momenti di gioia, infatti nei primi di settembre è venuto in Agrigento per ritirare il premio Persefone e per festeggiare il mio caro nonno Nino Bellomo (che ha compiuto 85 anni circondato dall’affetto di un imprecisato numero di amici e fans!). Ha ribadito che quando torna da noi ritrova quel clima e quell’armonia familiare particolari che raramente si riscontrano nel mondo dello spettacolo.

Ci siamo sempre tutti attorno a quel tavolo ovale: i nonni, lo zio Francesco, io e mia sorella, i miei genitori e lui che, felice, chiede il “rollò” di spinaci (“come quello della zia Lina“), le olive nere, la pasta al forno, il lacerto e le polpette ma… “niente salsiccia, perché fa male!”

Poi si siede nel balcone con vista mare, proietta lo sguardo verso il Kaos, cerca il pino, ma non lo trova e resta in silenzio, solo, a meditare. Subito dopo arriva la sua richiesta di rivedere la casa natale di Pirandello e così, poco dopo, il turista attonito si ritrova a chiedergli una foto, una dedica, e lui mostra la stessa attenzione verso chiunque: non vuole e non può deluderli!

Il pezzo forte viene, però, quando si mette a recitare con il nonno “L’uomo dal fiore in bocca“, girovagando fra i mobili, i manifesti, gli attestati, i manoscritti del nostro famoso premio Nobel, con i custodi che restano senza parole, e una vecchina che, alla fine, lo abbraccia perché le ha fatto battere il cuore.

Sarà la stessa cosa anche la sera a Raffadali, dove lascerà senza parole un pubblico numerosissimo ma molto attento che, dopo, lo accerchierà con affetto.

Il teatro è la sua grande passione e riempie di orgoglio il fatto che lui sostenga di essersi avvicinato a Pirandello anche grazie alla mia famiglia, quando veniva a recitare alla “Settimana Pirandelliana“; la televisione gli ha dato enorme popolarità grazie alla “Piovra“, ma è il cinema la cosa a cui si dedica maggiormente: come non ricordare il successo di “Mery per sempre” o della recente “Sconosciuta” come attore, o, come regista, film di grande impegno civile come “Un eroe borghese” o “Romanzo criminale” grazie al quale ha vinto molti premi.

Ma è anche come padre attento e puntuale di cinque figli (la più grande dei quali è Violante) che io lo conosco, ed è così che ve lo presento, perché lui, signore e signori, è… Michele Placido!

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