Una giornata con Michele Placido
Le sue foto sono dappertutto in casa mia; io lo conosco da quando sono nata perché è il mio padrino di battesimo, ma la mia famiglia da almeno 25 anni. Non si sottrae mai dal partecipare ai nostri momenti di gioia, infatti nei primi di settembre è venuto in Agrigento per ritirare il premio Persefone e per festeggiare il mio caro nonno Nino Bellomo (che ha compiuto 85 anni circondato dall’affetto di un imprecisato numero di amici e fans!). Ha ribadito che quando torna da noi ritrova quel clima e quell’armonia familiare particolari che raramente si riscontrano nel mondo dello spettacolo.
Ci siamo sempre tutti attorno a quel tavolo ovale: i nonni, lo zio Francesco, io e mia sorella, i miei genitori e lui che, felice, chiede il “rollò” di spinaci (”come quello della zia Lina“), le olive nere, la pasta al forno, il lacerto e le polpette ma… “niente salsiccia, perché fa male!”
Poi si siede nel balcone con vista mare, proietta lo sguardo verso il Kaos, cerca il pino, ma non lo trova e resta in silenzio, solo, a meditare. Subito dopo arriva la sua richiesta di rivedere la casa natale di Pirandello e così, poco dopo, il turista attonito si ritrova a chiedergli una foto, una dedica, e lui mostra la stessa attenzione verso chiunque: non vuole e non può deluderli!
Il pezzo forte viene, però, quando si mette a recitare con il nonno “L’uomo dal fiore in bocca“, girovagando fra i mobili, i manifesti, gli attestati, i manoscritti del nostro famoso premio Nobel, con i custodi che restano senza parole, e una vecchina che, alla fine, lo abbraccia perché le ha fatto battere il cuore.
Sarà la stessa cosa anche la sera a Raffadali, dove lascerà senza parole un pubblico numerosissimo ma molto attento che, dopo, lo accerchierà con affetto.
Il teatro è la sua grande passione e riempie di orgoglio il fatto che lui sostenga di essersi avvicinato a Pirandello anche grazie alla mia famiglia, quando veniva a recitare alla “Settimana Pirandelliana“; la televisione gli ha dato enorme popolarità grazie alla “Piovra“, ma è il cinema la cosa a cui si dedica maggiormente: come non ricordare il successo di “Mery per sempre” o della recente “Sconosciuta” come attore, o, come regista, film di grande impegno civile come “Un eroe borghese” o “Romanzo criminale” grazie al quale ha vinto molti premi.
Ma è anche come padre attento e puntuale di cinque figli (la più grande dei quali è Violante) che io lo conosco, ed è così che ve lo presento, perché lui, signore e signori, è… Michele Placido!
