Agrigento tra letteratura e realtà

Giugno 27, 2008 at 3:14 pm (Città)

Casa natale di Luigi Pirandello

Casa natale di Luigi Pirandello

Ci sarà pure qualcosa di speciale in questa piccola città se molti autori e poeti se ne sono occupati o l’hanno cantata!

Come non ricordare Goethe quando scriveva “Conosci il luogo ove il limon fiorisce?” o Quasimodo che dedica una poesia ai famosi “Templi d’Akragante” o ancora indietro Pindaro che la definì “La più bella città dei mortali” e quello storico greco che sosteneva, per dimostrarne l’opulenza, che “Gli agrigentini mangiano come se dovessero morire l’indomani e costruiscono come se non dovessero morire mai!“.

Purtroppo oggi ricordiamo solo la definizione che ne diede Pirandello scrivendo che Agrigento era “La città delle campane a morto“.

E pensiamo ancora a Sciascia che fu preso da un senso di angoscia quando, giovinetto, arrivò alla stazione e vide l’immensità del mare sotto la valle; la stessa angoscia che ci prende oggi di fronte alla piattezza generalizzata, alla spazzatura negli angoli, alla scarsa attitudine alla convivenza civile, al disordine edilizio, al caos del traffico rumoroso, al tentativo di pochi di risollevarne le sorti, all’immobilismo ed al fatalismo di cui si trattava nel “Gattopardo“.

Stupisce che della pigrizia e della incapacità di progettare il futuro se ne fosse già accorto Pirandello cento anni fa quando dice: “Vi ho conosciuto, siete sempre gli stessi: Don Sucasimula, Don Cola Mecciu, Don Ninnaru” e che oggi cantano i Tinturia:”Sono passati gli anni e le facce sono rimaste sempre tutte uguali“.

Può ciò significare che siamo tutti consapevoli di quanto ancora c’è da fare?

Noi ragazzi, ad esempio, vogliamo confrontarci con altre realtà, vogliamo incontrarci in luoghi sicuri, vorremmo più facoltà universitarie per non dover scappare dal nostro patrimonio culturale e infine essere fieri della nostra città.

Eppure una mattina mi sono svegliata e fuori dalla finestra ho visto prati, parchi giochi, piste ciclabili e poche auto in centro; era una delle tante città del nord dove andiamo per i congressi di papà… non Agrigento.

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